ISTALLAZIONE DI UN APIARIO

NORME DI LEGGE

Per gli apiari eccedenti 50 alveari bisogna rispettare le norme di legge stabilite dall’art.14 del r.d.l. 23/10/1925 n.2079 che autorizza i prefetti a regolamentare le distanze tra apiari della stessa provincia.

  1. Per più di cinquanta alveari le distanze, in linea d’aria, devono essere di 3 km.
  2. Nel calcolo numerico due nuclei devono essere calcolati come un alveare.
  3. In caso di controversia il primo che ha impiantato l’apiario ha diritto prevalente in confronto di un altro apicoltore.
  4. Sempre in caso di controversia ha diritto prevalente il proprietario del fondo dove è ubicato l’apiario.

Queste norme valgono per l’apicoltura stanziale, per l’apicoltura nomade viene stabilita una distanza minima di 2 km, rispetto a una postazione fissa con più di 50 alveari.
I prefetti possono stabilire distanze diverse a seconda di altri fattori, clima, flora, apicoltura locale.
Oltre le norme prefettizie, alcune regioni hanno stabilito vincoli più restrittivi.

Altra disposizione riguarda il diritto a inseguire gli sciami sui fondi altrui, art. 924 c.c. sezione 1. Delle occupazioni e dell’invenzione.- “Il proprietario di sciami di api ha diritto d’inseguirli sul fondo altrui, ma deve indennità per il danno cagionato al fondo (c.843,925,1038,1053); se non li ha inseguiti entro 2 giorni o ha cessato durante due giorni d’inseguirli, può prenderli e ritenerli il proprietario del fondo”.

Per le distanze dalle strade, autostrade, ferrovie, proprietà altrui, vigono i regolamenti regionali che prescrivono distanze minime di 15-20 metri.
Altra norma di legge, codice penale art. 672, riguarda la possibilità di elevare contravvenzione a chi “aizza o spaventa le api in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone”, certamente non riguarda l’apicoltore avveduto che ha interesse a non disturbare le api.
Tutti gli anni bisogna denunciare il possesso di alveari al comune e ai servizi veterinari.
Evitare di posizionare gli alveari vicino ai vigneti, per non avere liti con i viticoltori. L’ape non ha un apparato boccale capace di rompere l’acino d’uva, ma raccoglie il succo d’uva che fuoriesce in seguito alla perforazione dovuta ad altri insetti. Tutte le sentenze, al riguardo, si sono concluse a favore degli apicoltori.

SCELTA DEL LUOGO

Per l’ubicazione di un apiario considerare più fattori per fare una attività redditizia.
La scelta prioritaria va per i posti ricchi di flora nettarifera scalare e fonti di polline nelle vicinanze, specialmente per i pollini minori, primaverili e autunnali. Il raggio di bottinamento delle api è inferiore al chilometro, ma possono arrivare anche a distanze di 3-4 chilometri in caso di scarsità di fonti.
L’ambiente circostante, per apiari stanziali, non sia ad agricoltura intensiva, monocolture frutticole e cerealicole.
Prestare attenzione al microclima della zona, evitare zone umide. L’umidità atmosferica favorisce lo sviluppo di micosi nelle famiglie.
Scegliere una postazione lontana da rumori e vibrazioni, sono causa di disturbo alle famiglie, e da elettrodotti, i campi elettromagnetici nelle immediate vicinanze deprimono la vitalità delle famiglie.
La sistemazione ideale deve essere non soggetta ai venti. I venti caldi o freddi ostacolano il volo delle api e riducono la disponibilità di nettare.
Accertarsi della disponibilità di acqua corrente nelle vicinanze, altrimenti predisporre degli abbeveratoi con ricambio frequente dell’acqua. L’acqua serve in primavera per l’allevamento della covata, e in estate per la regolazione termica dell’alveare. In primavera le api abbandonano la raccolta d’acqua quando le fioriture sono massime, ad esempio durante la fioritura dell’acacia.
Nelle valli posizionare gli alveari in basso, in modo che il volo in discesa viene fatto a pieno carico.
Posizionare gli alveari in prossimità di alberi a foglia caduca. In inverno, primavera si anticipa la deposizione della regina. In estate l’ombra facilita la regolazione termica dell’alveare e soprattutto l’apicoltore lavora meglio.
Gli alberi nelle immediate vicinanze sono utili, perché durante la sciamatura vi si posano gli sciami.
Nel caso di mancanza di alberi, per recuperare gli sciami infilare nel terreno pali e porre alla sommità fasci di rami, per ombreggiare gli alveari costruire pergolati con frasche o teli che facciano circolare l’aria.
Le arnie devono essere sollevate dal terreno per evitare l’umidità a contatto con il terreno e lavorare comodamente, altrimenti il mal di schiena diventerebbe cronico. In presenza di formiche approntare piattaforme protettive su sostegni isolati dal terreno entro barattoli contenenti petrolio. Le formiche sono dannose perché si cibano del legno delle arnie. Sollevare le arnie con blocchi singoli perché se poggiassero su traversine lunghe le eventuali vibrazioni, indotte su un’arnia si propagherebbero alle arnie contigue.

Le arnie vanno anche sistemate con leggera pendenza in avanti per agevolare l’uscita dell’acqua di condensa che si deposita nel fondo dell’arnia. Evitare la sistemazione in file, se possibile fare gruppi di 5-10 alveari, oppure distanziare le file di 5-6 metri, gli alveari estremi diventerebbero più forti per il fenomeno della deriva a discapito di quelli centrali. Per orientare le api si possono colorare le arnie con colori ben distinti, giallo, bianco, blu, verde bluastro.

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