DIVENTARE APICOLTORI LEZIONE #3

Varroa, come combatterla
Nella lotta alla Varroa possiamo ormai determinare alcuni punti fermi:
– Per una sostanziale efficacia del trattamento, il tipo di prodotto che si usa diventa meno importante del metodo, del calendario dei trattamenti. Bisogna contenere il numero delle varroe durante tutto l’anno per arrivare al periodo di blocco della covata ad effettuare il trattamento fondamentale dell’anno: il trattamento di pulizia.
– I trattamenti debbono essere:
• meno inquinanti possibile
• poco costosi
• pratici da somministrare
– Un calendario di massima dei trattamenti può essere il seguente:
• in primavera prima del melario, acido lattico o ossalico
• lotta biologica durante il periodo estivo
• fine Agosto – Settembre (a fine raccolto), Api life var
• da metà Novembre a metà Dicembre trattamento di pulizia con l’Acido Ossalico
ACIDO OSSALICO
È diventato il prodotto più usato per la lotta alla varroa perché economico ed efficiente. Si usa in una soluzione con il 6% di Acido Ossalico e il 30 % di zucchero. Si somministra gocciolato sulle api con una siringa, in dose di 5 cc. per telaino coperto da api. È opportuno ripetere sempre il trattamento almeno una volta a distanza di 4/5 giorni. L’efficacia è ottima in assenza di covata; con due trattamenti ravvicinati è prossima al 100% In presenza di covata con due trattamenti si abbattono non più del 40/50% delle Varroe presenti. Ripetendo cinque, sei volte il trattamento, per coprire tutto il ciclo della covata, si può danneggiare la covata stessa. In primavera il recupero è immediato, può invece rivelarsi un danno nel periodo autunnale.

LOTTA BIOLOGICA
La ripetuta eliminazione di porzioni di favo da maschio opercolato con il telaino tripartito si è dimostrato il sistema di gran lunga più efficace per il controllo della Varroa durante il periodo estivo conseguendo due obiettivi importantissimi: –
I’assenza assoluta di inquinamento chimico
– si salvaguarda l’equilibrio biologico. Difatti la Varroa oltre a prediligere la covata da maschio, preferisce quella su favo, nuovo, appena costruito. Con il telaino tripartito si elimina una parte dei maschi, quelli maggiormente infestati, a tutto vantaggio degli altri fuchi che nascono in assenza del micidiale parassita. L’introduzione del telaino tripartito impegna ad una visita settimanale all’alveare per almeno otto/ dieci settimane.
– In assenza di covata l’efficacia di tutti i prodotti, anche quelli non menzionati, aumenta considerevolmente.
– Il telaino tripartito in primo luogo, gli acidi lattico, formico e ossalico, in quanto prodotti naturali, sono da considerarsi trattamenti “biologici” e riconosciuti come tali dal regolamento comunitario sul biologico
-Tutti i prodotti antiparassitari, indistintamente, sono inquinanti e quindi in varia misura nocivi. Una sensibilizzazione “ecologica” sull’uso dei prodotti chimici in apicoltura è indispensabile. L’apicoltore deve essere attento a questo problema e preoccuparsi di usare prodotti e metodiche il meno inquinanti possibile.
– L’indebolimento dell’ape, causato dalle ferite provocate dalla Varroa non è, di solito, la causa diretta della mortalità della famiglia, bensì le malattie che la Varroa, mobilissima, trasporta spostandosi da un’ape all’altra e da un alveare all’altro.
– Gli sciami vanno trattati con acido ossalico prima che si opercoli la covata.

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